Alto gradimento per le maschere africane che svelano l’anima

Cosenza, 5/02/2019

A differenza di quanto accade in Occidente, le maschere in Africa non servono a coprire o camuffare, ma hanno il nobile scopo di rivelare la spiritualità e le intenzioni di chi le indossa. Per questo motivo sono apprezzate non solo per la bellezza esteriore, ma per quanto ciascuna di esse vuole esprimere. Purtroppo, il numero di queste creazioni di arte locale diminuisce dopo anno. I processi di cristianizzazione ed islamizzazione delle popolazioni, infatti, hanno portato in pochi decenni ad una notevole riduzione -intorno al 34 per cento- degli animisti, i soli tra i quali la tradizione si perpetua. Dunque, sempre più rari i riti propiziatori e le maschere da esibire in ciascuna occasione.

A spiegare il significato artistico e culturale dei pregevoli manufatti, che in Tanzania sono protagonisti di cerimonie di ringraziamento o di richiesta di abbondanza e buona sorte, è stato il prof. Francesco Callea che, domenica scorsa in una galleria d’arte cittadina, ha introdotto la vendita all’asta di alcuni esemplari molto suggestivi.

La manifestazione ha avuto lo scopo di sostenere la Scuola di specializzazione in Anatomia Patologica fondata a Mwanza dallo stesso prof. Callea, il quale ha illustrato il lungo lavoro per arrivare alla istituzione del presidio sanitario e l’importanza, anzi la “indispensabilità” di questa particolare specialistica in una zona del mondo, la Tanzania appunto, che fino a poco tempo fa ne era totalmente priva e dunque senza possibilità di una tempestiva diagnostica delle malattie più gravi, in primis quelle oncologiche.

Il pubblico cosentino ha risposto con generosità alla chiamata dell’Associazione onlus “Friends Raising”, di cui Callea è Presidente, supportata in questa iniziativa benefica dal Comitato “Dante Alighieri” di Cosenza con la Presidente  Maria Cristina Parise e dall’Associazione culturale “Le Muse” presieduta da Myriam Peluso.

Le maschere presentate, alcune di valore storico, sono state battute all’asta dall’attore e giornalista Rino Amato, il quale ha accompagnato la vendita con preziose informazioni sulle etnie di provenienza dei vari pezzi e sul significato di ciascuno, sottolineando tra l’altro l’influenza che le maschere africane hanno avuto sull’arte occidentale. Esemplari, al proposito, le teste di Modigliani.

A fine serata si sono registrati risultati di vendita molto soddisfacenti sia per gli acquirenti che hanno portato a casa un pezzo di Africa originale attestato da certificati di autenticità, che per gli organizzatori che potranno contare sui fondi raccolti per sostenere il loro obiettivo scientifico, “umanistico ed umanitario”, come lo ha definito il prof. Callea.

Patrocinanti del riuscito evento sono stati il Comune di Cosenza, l’Accademia cosentina, i Club Rotary Cosenza, Cosenza Nord, Presila Cosenza Est e Cosenza Telesio, il Bugando Medical Centre, la Catholic University Healthy and Allied Sciences, l’Associazione Insieme per la Tanzania.

 

 

 

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